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Aikido é semplicità (2°seminario Shimizu Milano)


No, non sarò breve stavolta, è utopistico poter racchiudere in poche righe ciò che mi ha trasmesso il 2°seminario di Sensei Shimizu a Milano, caposcuola Aikido Tendo-ryu. Un evento reso possibile dalla magistrale volontà degli amici di Milano coordinata da un eccezionale Max Gandossi, direttore tecnico per l’Italia. Prenditi 5 minuti di tempo per cortesia, ti invito a leggere ciò che segue qualunque sia il motivo o la casualità che ti abbia portato su questo blog, credimi, ne varrà la pena! Che tu abbia partecipato al seminario oppure no, che tu sia aikidoka oppure no, ciò che leggerai ora è qualcosa che va al di là dell’aikido, che ha preso il cuore di un budoka per mostrarlo nella forma più semplice e sincera possibile. Buona lettura!

Vorrei iniziare esaminando cos’è la semplicità per poi arrivare alla scoperta della sensibilità umana. Semplicità non significa possedere pochi beni, avere una dimora modesta, non sfoggiare abiti, avere pochi soldi da parte. La semplicità non si ottiene adeguandosi a uno schema prefissato, modellarsi a immagine e somiglianza di un insegnante ad esempio. Si ottiene dopo un duro e difficoltoso impegno. La vera semplicità può nascere solo interiormente e ciò che ho ricevuto più di qualunque altra cosa nei tre giorni al Parco Saini di Milano, è stato l’acuirsi della mia sensibilità: una mente, un cuore, un corpo in grado di percepire rapidamente i messaggi che il partner di turno cercava di trasmettermi. Apprendere lentamente è sempre stato un mio limite, ossia l’incapacità di rendere il massimo poiché fossilizzato sul capire COSA fare più che concentrarmi sul COME fare. Per la prima volta da quando pratico arti marziali (ndr: 18 anni) sono andato oltre tutto questo, grazie a chi mi ha sostenuto praticando con me: da Birgit (moglie del maestro nonché bravissima aikidoka) a Waka Sensei (Kenta, il figlio nonché uchi-dechi del maestro) passando per gli eccezionali amici tedeschi e italiani, che in un’alternarsi di conoscenze, stanchezze, sorrisi e correzioni, mi hanno incanalato in una dimensione magica dell’Aikido e più in generale del Budo.

All’apice della stanchezza in un torrido sabato pomeriggio, ho gustato l’ingresso in una nuova dimensione della pratica, nutrita dall’arte di aiutare, di ricerca della semplicità che non va confusa con la superficialità o facilità, anzi! Nel fare aikido ogni cosa non è affatto facile ma iniziando a comprendere i movimenti sotto forma di energia, ogni condizionamento, paura, limite che spesso mi hanno imprigionato, hanno lasciato spazio a uno straordinario senso di libertà. Quando c’è libertà di fare, di assorbire, di ascoltare, c’è semplicità. Questa semplicità richiede consapevolezza delle proprie difficoltà, richiede spirito di osservazione, richiede uno stato costante di vigilanza. Una mente vigile e consapevole acuisce la sensibilità, di certo ha maggior recettività e capacità di adattamento alle difficoltà, di qualunque natura esse siano. La nostra mente è un dono divino, però dobbiamo saperlo apprezzare e alimentare, per tutta la vita.

Mi emoziona ripensare a quel famoso maestro di té, citato dal Maestro Shimizu, ora suo allievo all’età di 84 anni, che apprende aikido come qualsiasi altro principiante. Grande esempio di umiltà. Un’umiltà che va di pari passo con la semplicità e con la sensibilità. Che bellezza quegli aliti di vento che di tanto in tanto allietavano il mio accaldato volto mentre ero in seiza… solo che a un certo punto non mi servivano più, le gambe erano molto più leggere, il mio volto meno contratto e la mia mente molto più serena… Una mente così assiduamente abituata a voler apprendere, che si affanna per ricordare, che si agita per sapere fare subito qualcosa, finalmente è diventata semplice. Quando ho lasciato spazio alla pura emozione della pratica, al contatto col partner di turno, quando ho dimenticato di dover imparare tutto e subito, quando ho cessato di voler plasmare le mie movenze al maestro, allora ho colto la bellezza di ciò che mi veniva mostrato! Quando la mente è diventata semplice e dunque sensibile  ho visto le mie difficoltà dissolvervi come nubi per lasciar spazio a un cielo azzurissimo, limpido… un senso di freschezza mi ha attraversato da capo a piedi…. aaahhh che meravigliosa sensazione!!!

E nel bel mezzo di questa sensazione, a metà lezione della domenica mattina, ecco che Sensei Shimizu mi risveglia dal magnifico idillio: dieci minuti di pausa traduce Max Gandossi….. noooo! La frase che meno di tutte avrei voluto sentire (mentre molte altre persone gongolavano all’idea di dissetarsi e riposare un po’). Avrei voluto non finisse mai questo seminario, neppure la sete, la stanchezza o la fame avrebbero contrastato il mio desiderio di praticare ancora, ancora e ancora, di sudare senza sentir calore, di cadere senza sentir dolore, di mettermi in seiza senza alcuno sforzo articolare. Avrei voluto abbracciare a lungo quel momento di estasi budoistica ma più in generale di sensibilità umana, paragonabile alla gioia che ho provato quando ho visto nascere mia figlia; probabilmente anche stavolta qualcosa è nato: la semplicità di praticare col cuore.

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Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente. Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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21 In risposta a Aikido é semplicità (2°seminario Shimizu Milano)

    avatarFabio Faraglia
    Commented:  14 luglio 2012 at 12:28

    Splendido articolo, Stefano…!

    Rispondi
    avatarSimonetta Pedarra
    Commented:  14 luglio 2012 at 20:05

    Stefano, hai la capacità di far vivere a chi legge le tue esperienze; bellissima la descrizione di quando hai smesso di sentire la fatica, quando hai smesso di voler “apprendere tutto e subito”, e ti sei scoperto “libero”, lasciando solo spazio alla pura pratica di ciò che ami fare di più al mondo! bellissimo Stefano, entusiasmante racconto , che ancora una volta ci aiuta a riflettere. Grazie!

    Rispondi
    avatarosvaldo
    Commented:  15 luglio 2012 at 16:31

    che peccato non esserci stato….sob

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  15 luglio 2012 at 21:29

      che peccato non averti ancora conosciuto Osvaldo.. avresti di certo dato un ottimo contribuito alla riuscita dello stage, sarà per il prox anno? o per una aiki-marathon so che la fanno dalle tue parti. un caro saluto

      Rispondi
    avatarNicola
    Commented:  15 luglio 2012 at 20:39

    Bellissimo articolo! Sei riuscito a trasmettere qualcosa di incredibile che, anche se non ai tuoi livelli, ho avuto l’onore di provare personalmente.
    Un’esperienza davvero emozionante. Nonostante il caldo e la scottatura presa sabato, domenica ho praticato senza nessun peso sulle spalle….leggero…convinto che l’Aikido, nel suo insieme, sia una cosa per me indispensabile.

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  15 luglio 2012 at 21:32

      Grazie Nicola, sono felice che tu abbia percepito cose simili, anche se hai iniziato da poco e io da qualche annetto in più, a mio avviso non esistono livelli ma solo il piacere personale di praticare, sensazioni che si alternano come cicale che iniziano a cantare, e risuonano melodie più o meno intense a seconda del clima di quel momento. A presto compagno di viaggio… e grazie anche per la piacevole compagnia di oggi!

      Rispondi
    avatarenzo
    Commented:  16 luglio 2012 at 18:06

    Ciao Stefano, mi associo al commento dei miei predecessori, bellissimo “racconto” , spero di riuscire un giorno anche io ad arrivare a queste sensazioni…”sudare senza sentir calore, di cadere senza sentir dolore, di mettermi in seiza senza alcuno sforzo articolare”. Ci stiamo lavorando! 😉
    un saluto, a presto!
    Enzo

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  17 luglio 2012 at 08:13

      Grande Enzo Shodan!!!!! Complimenti ancora per il tuo meritato passaggio nel mondo di chi lavora ancor più duramente e con maggior umiltà di apprendere. Buon lavoro e… un saluto a te e i favolosi compagni milanesi 🙂

      Rispondi
    avatarUmberto Brenzone
    Commented:  16 luglio 2012 at 22:52

    Amo la semplicità Stefano, ma leggendo il tuo articolo mi sono reso conto di non averla mai assaporata fino in fondo.
    Anch’io come te ho da sempre la tendenza ad arrivare un pò tardi nelle cose e di voler capire bene cosa fare prima di passare all’azione: in altre parole, essendo abbastanza perfezionista, cercavo di non commettere errori e di trattenermi.
    Invece la semplicità è anche il bello di sbagliare, il lasciarsi andare senza freni, paure o inibizioni, l’abbandonarsi a qualcosa e lo svuotare del tutto la mente di ogni “sporcizia”.
    Facile da dire ma difficile da fare, è questa la semplicità: grazie di cuore per questo tuo coinvolgente articolo.

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  17 luglio 2012 at 08:15

      Grazie Umberto, siamo sulla stessa lunghezza d’onda: facile a dire/scrivere ma difficile da mettere in pratica: ma è questa la bellezza che ci semplifica la vita, giusto? un caro saluto

      Rispondi
    avatarMarco
    Commented:  17 luglio 2012 at 19:12

    Penso sia inutile dire quanto le tue parole mi colpiscano dalla loro sincerità, eppure provo sempre qualcosa di straordinario quando qualcuno riesce ad aprirsi così, a far parlare il cuore, dato che è sempre una cosa che ho fatto fatica a fare.
    Da un anno pratico sotto la tua guida (secondo il mio modesto parere, illustrissima), ho visto molte persone praticare diverse arti marziali, ma mai nessuno con un sorriso come il tuo. Non un sorriso beffardo, chiaramente, non arrogante, nulla di ciò. Un sorriso di una persona che sta bene prima di tutto con se stesso, con gli altri e con l’universo che lo circonda. Non importa quale fosse la situazione, tu hai sempre avuto quel sorriso, dentro e fuori dal dojo.
    Al di là dell’esecuzione della tecnica, dei gradi che uno guadagna, ecc, secondo me è questa la vera essenza delle arti marziali, ciò che le contraddistingue da tutto il resto.
    Tutto ciò per dire che, a mio parere, non esisteva persona migliore per descrivere l’energia e le emozioni scaturite dallo stage di Sensei Shimizu, anche se purtroppo ho potuto praticare solo domenica.
    La semplicità di cui parli, Sensei, l’ho sempre percepita nella tua figura, vedendoti praticare e spiegare a noi tuoi allievi.
    Spero di poter continuare a praticare ancora a lungo sotto la tua guida e, sotto di essa, riuscire ad arrivare alla semplicità, umiltà e consapevolezza che contraddistinguono un budoka, e che aspiro ad ottenere per poter dire di stare finalmente bene con me stesso e l’universo che mi circonda.

    Grazie infinite per tutto quello che hai fatto e per quello che ancora farai

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  17 luglio 2012 at 22:27

      Grazie a te Marco, leggo nel dopo-lezione-iaido il tuo splendido commento… non ho parole da aggiungere se non scusami sinceramente se ho reso meno del solito stasera, ma nessuno è perfetto! Ho comunque cercato di dare il meglio e sorridendo, nonostante il dolore atroce al ginocchio e l’intonaco nell’occhio 🙂

      un caro saluto
      P.S: io mi auguro di tutto cuore che quest’anno sotto la mia guida sia stato il primo passo di una lunghissima e piacevole strada nel “do” che abbiamo scelto e percorriamo insieme

      Rispondi
    avatarSimone
    Commented:  19 luglio 2012 at 11:59

    Meraviglioso. Solo con questa parola esprimo il mio pensiero su questo articolo. Una parola semplice ma profonda, non banale. E per onorare la semplicità, per non tradirla, non mi dilungo oltre in questo commento.

    Rispondi
    avatarMax
    Commented:  21 luglio 2012 at 15:30

    Caro Stefano credo che tu stia facendo qualcosa di puro e straordinario. L’amore che versi é dello stesso colore di quello che ti circonda ed entrambi si alimentano delle esperienze che fai e che Sai condividere con gli altri. Forse questa luce particolare che brilla, ti conosco da qualche anno e ho sempre avuto stima di te ma credo che qualcosa sia cresciuto in particolare negli ultimi tempi, proviene dalla piccola Anna, che ha aperto, spalancato la porta del tuo petto. In un mondo dove la lite crea audience, e i flame appassionano i lettori, trovo sia una scelta coraggiosa essere dei portatori di pace e offrire un luogo per questo. Ma credo anche che la tua scelta sarà premiata, dal tempo, magari molto perché le braci durano di piú delle fiamme alte. É il coraggio a fare il Samurai, non la spada. Bravo Stefano

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  22 luglio 2012 at 00:05

      Beh Max mi hai commosso nel leggere il tuo commento….. hai perfettamente ragione!!! per la serie: come una piccola creatura può aprire un grande cuore. Bello il paragone con le braci, io adoooooro le grigliate 🙂
      grazie “primo samurai moderno” che ho incontrato lungo il mio nuovo cammino

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  2. avatarRin Otsutsuki
    Commented:  19 agosto 2015 at 00:51

    Grazie mille,Stefano!Ancora una volta mi hai fatta emozionare con uno dei tuoi post,e ti ringrazio per tutte le volte che l’hai fatto ^^
    Quando mi sono iscritta su questo sito ero piena di energie e ansiosa di scoprire nuove cose,sono sempre stata appassionata di arti marziali,ma non ho potuto mai praticarle…probabilmente quest’anno inizierò a fare karate e non vedo l’ora di iniziare ^^ tutti gli insegnamenti che mi hai donato mi sono serviti tantissimo in questo periodo,sono migliorata in molte cose e continuerò a migliorare
    Forse potrà essere banale…ma so che “sentirsela” dire è bello perciò…Grazie Stefano!

    Rispondi
      avatarStefano Bresciani
      Commented:  19 agosto 2015 at 07:30

      Grazie duemila a te ^^ Hai ragione fa sempre piacere sentirsi dire “grazie” è una parola così semplice da dire ma molto profonda ed emozionante se viene dal cuore. Il solo avermela scritta al termine di un commento così sincero e puro come il tuo, mi ha fatto capire la bellezza di poter aiutare persone come te a trovare la loro strada marziale… Quindi buon karate-do!! A presto

      Rispondi

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