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Dallo Iaido allo Iaijutsu: il mio “do” a ritroso…

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Sono bastate 3 lezioni di Iaijutsu a farmi capire una cosa: dopo 10 anni di Iaido credevo di saper usare discretamente lo Iaito (katana non affilata)… ma mi son dovuto ricredere.

Ripartire quasi da zero con Sandro Savoldelli Sensei, dapprima cimentandomi nelle basi di Ken-jutsu e, da inizio 2017, con quelle dello Iaijutsu, è stata una magnifica sensazione, particolarmente sentita nel bel mezzo della seconda lezione.

Sì perché, come nella precedente materia di studio del Bugei, le prime due ore del mini-corso sono servite giusto per capire le prime differenze stilistiche, soprattutto nei movimenti, posture, estrazioni dello iaito… un vero mini-disastro che in realtà un po’ mi aspettavo. Hara utilizzato molto di più rispetto allo Iaido, le anche che chiudono mentre si colpisce (invece di aprire la posizione) e tante altre piccole sfumature tecniche che non sto qui a descriverti… ma assolutamente sarebbero da provare!

Lo dico con il cuore e lo spirito da Iaidoka in mano: bello lo Iaido, mi è sempre piaciuto cercare la perfezione del gesto, puntare all’esteticamente gradevole esecuzione di kata, facilmente rappresentabili in forma coreografica durante alcune dimostrazioni… ma nessuno venga più a raccontarmi che servono per combattere un nemico, compreso quello interiore!

C’era sempre qualcosa di sfuggevole in ciò che ho studiato per anni così meticolosamente nella scuola Hoki-ryu, così distante dall’idea che ho sempre avuto sul combattimento con la spada. Troppa diversità dal fare un vero kumitachi, tant’è che confrontandomi col Maestro Savoldelli, sia a livello pratico sia ascoltando attentamente ogni sua parola, ho trovato la risposta ai miei dubbi. Meglio tardi che mai… e così mi sono detto il classico

Forza Stefano, svuotiamo quella benedetta tazza!

Da lì in poi ho iniziato a comprendere meglio come muovermi, durante la seconda lezione di inizio Marzo, e piano piano ho cercato di destrutturare mentalmente e fisicamente la prima forma, composta da cinque parti, che ci sta insegnando. Nel Kata ho iniziato a comprendere la necessità di un vero combattimento, da solo o con qualcuno di fronte non ha alcuna importanza, voglio acquisire lo spirito e l’attitudine psico-fisica, colma di zanshin, sempre!

Dopo la terza lezione invece, tenutasi venerdì 31 Marzo in calce a una settimana veramente “pesante” mentalmente, ho potuto gustare meglio ogni singolo movimento, che gradualmente mi ha ridato forza ed energia vitale, di cui avevo proprio bisogno! Qualche affatticamento muscolare e ancora molte lacune da colmare, ma è stato bello a metà lezione aver capito di non dover svuotare la mia benedetta tazza da iaidoka… ma bensì mi sono detto (anzi ho bisbigliato alla vicina Simona, yudansha di Iaido)

Stasera non ho bisogno di svuotare la mia tazza, l’ho lasciata a casa e ne ho portata un’altra!

Sono ovviamente ancora sulla linea di partenza ma l’apprendimento nel Budo o nel Bugei non è di certo una gara di velocità, tutt’altro, la paragono più a un’ultra-maratona in cui vince non chi arriva primo. Vince chi riesce a fare più strada animato dal desiderio di sperimentare col proprio corpo, legato al coraggio di mettersi sempre in gioco. Se necessario è bene anche fermarsi per riflettere e poi ripartire con maggior consapevolezza.

Buon Budo, buon Bugei, che si tratti di Iaido o Iaijutsu non importa, ognuno è ovviamente libero di fare le proprie scelte e io sto ormai capendo quale fare dopo 10 anni di Iaido e 6 sole ore di Iaijutsu…

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Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente. Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho iniziato a praticare Tai Chi, Iaido (ora cintura nera) e meditazione (Zen è la mia preferita), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa (geometra è il mio impiego principale) e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bimbe). Ho scritto il libro "105 modi per conoscere l'Oriente" e una trilogia di ebook sul benessere con la Bruno editore.
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Commenti: Dallo Iaido allo Iaijutsu: il mio “do” a ritroso…

    avatarFederico
    Commented:  19 aprile 2017 at 20:25

    Confermo quanto detto stamattina durante l Asakeiko, conosci il mio interesse verso materie quali il kenjutsu/iaijutsu … e non solo …,,grazie di cuore per poterle praticare, non ho tazze da svuotare spada parlando , ma le difficoltà ci sono sempre quando si inizia una nuova Via … Grazie maestro Savoldelli per la disponibilità! È un grande piacere per me attingere dal tuo bagaglio tecnico e spirituale!

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