arti-marziali-giapponesi aikido iaido budo bushido

Judo: Sport o Budo?

judo_budo_sport

Cos’è lo Judo? Sport o Budo? Non sta di certo a me dirlo anche se…

… adoro gli scopi per cui il Prof. Jigoro Kano ha deciso di crearlo nel 1882

… guardo con attenzione qualsiasi incontro olimpico (soprattutto se con atleti italiani)

… mi piacerebbe che una delle mie figlie lo praticasse sin da piccola

… mi sono confrontato apertamente con praticanti ed ex-praticanti su pro e contro

… ho letto molti libri, quaderni tecnici e sperimentato qualche tecnica base

Quindi il mio parere potrebbe in qualche modo interessarti ed essere verosimile, ma anche no. In questo post mi limito a elencare le caratteristiche di uno sport generico e di una disciplina del Budo, partendo dai principi basilari.

Sport:

  • si vince o si perde
  • si compete con gli altri
  • si può praticare fino a una certa età (inteso come agonismo)
  • non sempre ci si ricorda dell’etichetta
  • nel dojo ci si impegna per avere una condizione fisica ottimale
  • si da innanzitutto importanza alle competizioni
  • la tecnica è il mezzo che ci può condurre alla vittoria.

Budo:

  • si vince sempre
  • si compete con sé stessi
  • si può praticare tutta la vita
  • bisogna sempre rispettare l’etichetta
  • nel dojo ci si impegna a mantenere la solennità dell’ambiente
  • si da innanzitutto importanza al seguire la Via
  • la tecnica viene concepita come il mezzo per raggiungere la Via.

Potrei aggiungere altre caratteristiche (o magari potresti scriverle tu in un commento qui sotto) ma credo che queste possano bastare.

Giro quindi a te la domanda di questo articolo: secondo il tuo parere, quali caratteristiche rispecchiano maggiormente lo Judo attuale? E quindi…

Judo è Sport o Budo?

The following two tabs change content below.
avatar
Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente. Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho iniziato a praticare Tai Chi, Iaido (ora cintura nera) e meditazione (Zen è la mia preferita), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa (geometra è il mio impiego principale) e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bimbe). Ho scritto il libro "105 modi per conoscere l'Oriente" e una trilogia di ebook sul benessere con la Bruno editore.
Ti è piaciuto l'articolo? Fallo leggere ai tuoi amici.. grazie
Categorie: Judo Tags: , , , , ,
Ritorna alla pagina precedente

4 In risposta a Judo: Sport o Budo?

    avatarMario Madei
    Commented:  26 aprile 2017 at 13:45

    io penso che lo Ju Do attuale sia equamente diviso tra Budo e Sport, certo *del Ju Do attuale si conosce quasi solamente la parte sportiva* ma esiste anche l’altra metà, fatta di persone che cercano di capire e di cogliere l’essenza degli antichi insegnamenti tramite la pratica e lo studio di questa nobile Arte. Nel Ju Do “Kodokan” non c’è competizione con l’altro ma *con se stessi* , si sperimenta il combattimento con l’altro per capire dove si deve migliorare in se e cosa si deve capire in se. Tuti nella vita sperimentiamo sia l’aggressività sia la paura, la calma come l’agitazione, l’intraprendenza come la passività, ma mentre negli sport alcune di queste cose che andiamo a sperimentare vengono esaltate, nel Judo Kodokan diventano motore per capire alcuni profondi insegnamenti, diventano motivi per accettare sia l’altro sia se stessi . Nella pratica del “Ran-do-ri” si impara che la paura da vincere è la stessa per tutte e due i protagonisti ( Tori ed Uke ) , entrambi hanno sia paura di farsi male sia paura di perdere, sia paura di non essere all’altezza sia paura di non essere abbastanza capaci. E’ solo dando all’avversario la capacità di vincere la sua paura che noi possiamo *nel momento in cui vinciamo la nostra* vincere sull’incontro , ricordando che Non si vince l’altro ma il dominio sulle Forze gestite dall’altro. Il Ju-do è lo studio della padronanza dell’equilibrio , si cade quando si perde l’equilibrio, si fa cadere l’altro quando lui perde il suo equilibrio. Ci si pensa poco ma è così anche nella vita di tutti i giorni , ognuno ci può trovare delle analogie. Ma non finisce qui, 🙂 , infatti si impara col tempo (poco o tanto dipende) a *fidarsi dell’altro* , e si impara ad accettare di poter cadere così come il fatto che non si può vincere sempre . Si impara a restare calmi e ad usare la calma per riflettere sull’azione migliore da fare, fino al giorno in cui azione – mente – cuore e pensiero diventano una cosa sola ed il pensiero non porta più via tempo, ma spazio. ” percepire l’equilibrio che si muove, che si sposta ” e divenire artefici del suo spostamento , modificare il nostro per raggiungere il suo in un perfetto “parallelogramma delle forze” dove la risultante è l’obiettivo raggiunto della nostra azione.

    Rispondi
    avatarSalvatore
    Commented:  27 aprile 2017 at 10:30

    La parte piu appariscente del Judo,quello Olimpico,é sport all’ennesima potenza,esaltazione della vittoria e del vincitore,basta pensare alle scomposte esultanze sul tatami…cosi come in molte palestre dove il budo viene lasciato ai libri e si guarda solo alla prestazione e alla vittoria.Eppure il Judo é Budo,e in altrettante palestre ci sono maestri e allievi,all’ombra del grande pubblico mondiale,che studiano e continuano ad imparare,diffondendo l’antico motore delle arti marziali tradizionali.

    Rispondi
    avatarAlessandro
    Commented:  3 maggio 2017 at 10:39

    Il Judo moderno è divenuto in molti casi un esaltazione di forza ed aggressività legate ad un agonismo esasperato..si badi bene dico in molti ma non in tutti i casi….
    Concordo con i pareri soprascritti che esistono ancora luoghi o palestre dove si cerca ancora la via …
    Una via che alla fine rimane l’unica vera strada da percorrere.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *