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Qual è la meditazione migliore?

Oggi sarò un po’ polemico ma a fin di bene: lo ritengo necessario per indurti a pensare e rispondere con la tua testa alla domanda del titolo.

Meditare fa bene, non lo metto in dubbio, ma cercare ad ogni costo il metodo, il Maestro, l’arte migliore in assoluto sarebbe come farsi la consueta e inopportuna domanda “qual è l’arte marziale migliore?”

Premetto che questo post è in gran parte ispirato dalla lettura di un ebook molto interessante, diretto, schietto e per certi versi crudo nello sbatterti in faccia la realtà egoica del nostro tempo: mi riferisco al “Manuale del Partigiano Zen” di Giordano Ruini che pochi mesi fa ha accompagnato gradualmente il mio pensiero.

In un capitolo specifico, intitolato “Voler star bene fa male” l’autore coglie perfettamente il non senso della spasmodica ricerca moderna del benessere: un tunnel in cui sono entrato una decina di anni or sono per poi uscirne indenne poco tempo dopo, assorbendo quanto ritenevo necessario e lasciando andare ciò che mi sembrava inutile.

Molto spesso la meditazione, sia essa zen, yoga, dinamica di Osho o di altra tipologia/filosofia, nasce dall’esigenza di un equilibrio interiore, di un fantomatico benessere la cui ricerca reputo sia sacrosanta, affinché la nostra vita terrena sia incentrata su felicità, soddisfazione.. non sofferenza e lamentele.

Quando sentiamo che manca qualcosa, quando stiamo male, c’è lo stimolo per la ricerca di uno stato “migliore”, e questo è il primo passo verso la liberazione. Siamo naturalmente attratti verso il piacere, il benessere, la gioia, l’espansione. L’enfasi posta sulla ricerca del benessere, in Occidente, però, ha qualcosa di patologico e pericoloso.

Innanzitutto i tentativi e gli sforzi per stare bene sono spesso frammentati, parziali, contraddittori, spesso ridicoli. Da una parte vai a fare cyclette in palestra fissando il muro, dall’altra prendi la macchina e guidi nel traffico incazzato solo per andare a fare colazione al bar. Vai a farti fare un massaggio rigenerante nel centro benessere e poi non permetti a tuo figlio di abbracciarti. […]

Quanto ti costa sforzarti per ottenere il benessere? Non è che in tutto questo tentativo spasmodico di ricerca del benessere, si crea un ulteriore malessere? Quanto malessere ci metti per ottenere il benessere? 

Concludo io: perché cerchi la meditazione migliore? Bella è la ricerca, la sperimentazione, ci sono passato pure io ma a un certo punto ho detto “BASTA!” Mi sono limitato alla meditazione quotidiana, senza riservarmi uno specifico spazio o un arco di tempo nella giornata, senz’alcun metodo o maestro da seguire, senz’alcun seminario o incontro a cui partecipare.

Meditare significa per me gustarsi l’attimo presente, soprattutto…

  • quando mi trovo immerso nella natura, in qualsiasi luogo e stagione dell’anno
  • quando gli occhi di una delle mie tre donne (moglie e due figlie) s’incrociano coi miei
  • quando un amico, un collega, un allievo, hanno bisogno di confidarsi e li ascolto con tutto me stesso
  • quando pulisco il mio dojo o mi confronto con l’aikidoka di turno
  • quando gusto qualsiasi cibo, una birra o un bicchiere di vino
  • quando sono a casa malato e pervade il silenzio
  • quando ascolto un pezzo del Maestro Ennio Morricone
  • quando scrivo righe come queste e… non penso ad altro.

Così riesco a sentirmi in pace, in armonia con ciò che sto facendo. Tutto qui.

La meditazione migliore non esiste e non hai alcun bisogno di cercarla, idem il tuo benessere: è così appagante trovare consapevolezza del momento presente, di ciò che ogni giorno ci regala la vita, che non abbiamo bisogno di altro.

Almeno questo è il mio pensiero… mentre il tuo qual è?

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Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente. Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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