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Samurai: centro ed energia interiore (ki)

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Secondo la maggior parte degli studiosi sulle arti praticate dai celebri Samurai, tutte le armi e le forme di combattimento corpo a corpo elencate nell’articolo precedente, erano soltanto la punta dell’iceberg, ciò che si poteva vedere a occhio nudo…

In realtà nel bujutsu o bugei vi erano fattori cosiddetti “interiori” che venivano allenati e sviluppati di pari passo, legati principalmente al “ki” di cui spesso abbiamo parlato in questo blog.

Le antiche metodologie di addestramento prettamente tecnico erano completamente inutili senza un’adeguata preparazione al controllo, alla calma interiore, alla chiarezza d’intenti.

A cosa potesse servire un katana affilato e ben bilanciato se il bushi non avesse creato un equilibrio interiore, un’atteggiamento stabile e di controllo, per agire in caso di scontro mortale con qualcuno? Probabilmente, pur abile sia stato, sarebbe quasi sempre morto!

I più noti sensei insegnavano tecniche però ricercavano continuamente discipline trasversali che potessero migliorare i loro allievi, dal punto di vista mentale al fine di addestrarli nel controllo dell’io interiore. Attingendo da teorie sull’illuminazione, principi filosofici e interpretazioni religiose, ritrovarono nei concetti di “hara” (centro) e “ki” (energia interna) i migliori contenuti estrapolati dai principali sistemi di pensiero orientale: dall’India al Tibet, dalla Cina alla Corea e ovviamente anche dal Giappone.

Il concetto di “centro” è molto antico e complesso, che costituisce attualmente una materia di studio e pratica a sé stante, detta “hara-gei”, con esercizi specifici per localizzare, sentire, dirigere tramite forme dinamiche o statico-meditative, il punto situato all’incirca tre centimetri sotto l’ombelico e leggermente all’interno dell’addome.

Il concetto di “energia interna”, legato all’ hara, poteva essere sviluppato dapprima con esercizi individuali sul controllo del respiro e, successivamente, applicato alle tecniche con un compagno per allenarsi a direzionare il ki. In tal modo si poteva scaturire l’energia da uno specifico punto del proprio corpo (dita, mano, piede, ecc.).

Ritengo personalmente affascinante come l’approccio dei Samurai, vere e proprie macchine da guerra, fu gradualmente volto a sviluppare non solo forza e abilità tecnica, ma soprattutto a far crescere consapevolezza ed efficacia sull’utilizzo delle proprie risorse interiori, mentali ed energetiche.

Il significato complessivo di questa espressione (Hara no aru ito) è ‘l’uomo che possiede un centro’. Colui che manca di un centro perde facilmente l’equilibrio, mentre chi lo ha lo conserva sempre. In più, in lui vi è qualcosa di calmo e che tutto abbraccia. L’espressione Hara no aru ito significa anche questo, significa un uomo che ha una grandezza d’animo, che è generoso e che ha ampie vedute…

L’uomo che ha un centro giudica in modo sereno ed equilibrato, ha il senso di ciò che è importante e di ciò che non lo è. Lascia tranquillamente che la realtà gli si avvicini, nulla lo spaventa, nulla altera la sua calma e prontezza a intervenire in modo adeguato. In un dato frangente sa quel che deve fare, non lasciando che nulla lo sconvolga.

(K. Von Durckheim, Hara: il centro vitale dell’uomo secondo lo Zen, Edizioni Mediterranee)

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Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente. Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho iniziato a praticare Tai Chi, Iaido (ora cintura nera) e meditazione (Zen è la mia preferita), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa (geometra è il mio impiego principale) e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bimbe). Ho scritto il libro "105 modi per conoscere l'Oriente" e una trilogia di ebook sul benessere con la Bruno editore.
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