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Budo e coordinazione (lezione 2.3 – teoria)

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Passiamo agli arti inferiori strettamente collegati al busto e in particolare all’addome, zona in cui è situato il nostro baricentro (l’hara di cui abbiamo già parlato).

Il budoka ha il sacrosanto dovere di conoscere i principali muscoli che interessano quella zona, che ti elenco velocemente dall’alto in basso: retto dell’addome (frontale), obliqui dell’addome (a destra e a sinistra), grande gluteo (zona più ampia del sedere), adduttori (interno coscia, a destra e a sinistra), quadricipite femorale (zona anteriore della coscia), bicipite femorale (zona posteriore della coscia), gemello mediale e laterale (zona posteriore del polpaccio), tibiale anteriore (adiacente alla tibia).

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Budo e coordinazione (lezione 2.2 – pratica)

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Nonostante lo studio e la pratica di una vasta serie di esercizi propedeutici alle discipline marziali di stampo nipponico – dal Karate all’Aikido, dallo Iaido al Ken-jutsu, dal Bugei al Bushido Goshin-jutsu, quelli per me più utili a livello fisico rientrano nel Tai Chi Chuan cinese.

La riduttivamente detta “ginnastica dolce” è in realtà un’arte molto antica, risalente al XII secolo, e comprende forme preparatorie atte a: potenziare e stirare la muscolatura in generale, coordinare fra loro i 4 arti col busto/schiena, prevenire infortuni alle articolazioni e attivare l’energia vitale “ch’i” (= ki nel Budo).

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Budo e coordinazione (lezione 2.2 – teoria)

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Una buona coordinazione degli arti superiori prevede un minimo di preparazione teorica su cui non mi soffermerò più di tanto. Potrai benissimo reperire altre informazioni nel web o su qualsiasi testo scolastico di educazione fisica o di anatomia qualora tu voglia approfondire l’argomento.

Non è mio intento né di mia competenza spiegarti l’ABC della fisiologia e bio-meccanica, comunque credo che una premessa sia doverosa.

Gli arti superiori, composti da spalle, braccia e mani, sono costituiti da una serie di muscoli che vengono utilizzati per afferrare, lanciare, colpire, mangiare, indicare, ecc.

In molte di queste azioni alcuni muscoli lavorano in coppia (detti antagonisti), nel senso che mentre un muscolo si rilassa l’altro si contrae.

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Budo e coordinazione (lezione 2.1 – pratica)

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Per sviluppare una buona motricità occorre un po’ di fantasia (anche da parte dei genitori), variando in continuazione gli stimoli e quindi la motivazione che induce il bambino all’adattamento.

Crescendo e quindi passando dalla fase adolescenziale a quella adulta, non avrà bisogno di partire da zero!

Gli schemi motori, se allenati con il giusto grado d’intelligenza, costanza e determinazione, permettono così di evolversi fisicamente dando maggiore spazio alle capacità coordinative, ossia:

 

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Budo e coordinazione (lezione 2.1 – teoria)

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Parliamo ora di coordinazione, che presuppone la conoscenza di un movimento in riferimento alla capacità di compierlo, assumendo specifici atteggiamenti o posture.

Per studiare la coordinazione bisogna conoscere le basi della motricità, che comporta la variazione di posture in un determinato arco di tempo al fine di compiere un’azione. La struttura di un movimento è quindi formata da più elementi base, detti schemi posturali e schemi motori.

Gli schemi posturali interessano prettamente il busto e gli arti inferiori, in certi casi anche quelli superiori, e sono:

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