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2. Cosa significa arte marziale e quali sono le principali?

Il termine “arte marziale” nasce all’inizio degli anni sessanta quando in occidente furono introdotte le discipline orientali legate al combattimento, basate su tecniche codificate unite all’uso di principi fisici e filosofici. In realtà il termine “marziale” (da Marte, il Dio romano della guerra) nasce molto prima, in quanto fu ritrovato in un testo di scherma del 1639 che trattava di duello tra spade.

Spesso le arti marziali sono vittima di fraintendimenti e il praticante viene erroneamente confuso come un combattente che offende il prossimo grazie alle tecniche apprese. In realtà chi si cimenta in una disciplina, specialmente giapponese, cinese o coreana (le più diffuse), parte con l’idea di “imparare a difendersi” che, strada facendo (spesso lunga e tortuosa), muta in un’abilità legata all’autocontrollo, alla salute fisica e mentale, una sorta di meditazione in movimento.

Le arti marziali sono circa 500 in tutto il mondo e di certo non è nostro compito elecartele visto che ne nascono di nuove ogni giorno… Possiamo invece occuparci di quelle tradizionali, racchiuse nel Budo giapponese che, accanto alle numerose scuole cinesi di Wushu (Kung-fu in occidente), rispecchiano ancora oggi il significato più profondo e puro di arte marziale.

Quelle attualmente diffuse in Italia sono (in ordine alfabetico):

P.S.: per approfondire il significato di ogni singola disciplina clicca sul nome.
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