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Varie arti meno diffuse (battodo, jodo, nanbudo)

Nel panorama delle arti marziali giapponesi, legate ai principi del Budo, esistono alcune scuole anche qui in Italia che diffondono le seguenti discipline:

Battodo

Il Battodo divulga ed insegna il reale uso della Katana (spada giapponese), arma elitaria e propria dei Samurai del Giappone feudale e di un passato non troppo remoto, giunto fino a noi tramandato da maestro ad allievo all’interno di una scuola (Ryu), nel rispetto massimo della tradizione, implicando anche uno studio mentale e filosofico. Oggi che la guerra focalizza ben altre tecnologie, è alquanto evidente che, se l’arte marziale si riducesse solo alla tecnica della spada di per sè, sarebbe anacronistica; questa forma d’arte pone il praticante di fronte all’avversario più difficile e subdolo: se stesso.

Lo studio attraverso questo strumento acquisisce valore come mezzo di educazione della mente, del profondo interiore personale, come ricerca dell’io vero, attraverso la pratica costante e lo zen che ne permea ogni momento (concentrazione, costanza, sacrificio, controllo delle emozioni, delle paure, dell’orgoglio e della volontà di apparire), come ricerca di uno stato di vuoto mentale (mushin) e la riscoperta dell’energia vitale (ki). Tutto questo passa chiaramente attraverso la pratica fisica (aspetto esteriore) che prevede dapprima lo studio delle tecniche di base (kihon) per passare poi alle forme (kata) proprie della scuola ed ai tagli, come conseguenza logica della tecnica acquisita; volontari, coscienti, premeditati e non casuali, che dimostrerebbero essenzialmente una cosa ovvia: il katana taglia. I tagli che ne risultano sono una conseguenza naturale di una tecnica corretta studiata e acquisita: direzione, angolazione dell’arma, dominanza e controllo.

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Jodo

Il Jodo è una delle arti tradizionali giapponesi che ha mantenuto la sua originaria valenza di via marziale e spirituale; il suo fondatore, Muso Gonnosuke, fu l’unico guerriero (secondo la leggenda) in grado di battere in duello il maestro di spada Miyamoto Musashi, probabilmente il più famoso e valente samurai di ogni tempo. Lo fece utilizzando un bastone corto, e creando una fra le più interessanti scuole di armi tradizionali.

Nel Jodo il bastone viene utilizzato sia per colpire come una spada sia come una lancia; entrambe le estremità sono utilizzabili e il suo ma-ai (distanza non solo fisica ma anche temporale) puù adattarsi a seconda dell’impugnatura scelta dal praticante. Vi sono tecniche base eseguite da soli o a coppie, esercizi formali codificati (kata) e una dozzina di forme segrete (okuden). Grande importanza viene data alla precisione del gesto tecnico, la cui perfezione associata alla qualità di energia impiegata incide sull’efficacia della tecnica stessa.

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Nanbudo

Il Nanbudo è l’arte marziale creata nel 1978 dal maestro Yoshinao Nanbu (10° dan), che anni prima fondò già la scuola di Karate Sankukai. Le radici del Nanbudo sono ritrovabili in varie arti marziali come il Karate, Judo, Aikido, Kobudo, ma non si limitano a queste poche, infatti lo stile è in continua evoluzione, il suo fondatore, Nanbu Doshu-soke la elabora permanentemente, e passa le sue novità agli allievi durante gli stage di frequenza settimanale che hanno luogo in tutte le parti del mondo.

Il Nanbudo, il cui nome deriva da Nan = Nanbu, Bu = budo (arte marziale) e Do = via è caratterizzato da una maggiore dinamicità e fluidità di movimento rispetto ai suoi predecessori. La schivata (tenshin), ad esempio, precede la parata, ciò conferisce un rapporto più armonioso tra Tori e Uke. Il Nanbudo è diviso in 3 parti: tecniche di combattimento (Kata, Randori, Ju Randori, Ju Ippon Shobu, tecniche di autodifesa); tecniche per la salute e il lavoro con l’energia; tecniche per lo sviluppo mentale.

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