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3. Cosa NON è un’arte marziale?

Riteniamo doveroso e opportuno chiarire che l’arte marziale…

1. NON è uno sport!

Infatti, questo è ciò che recita la definizione di sport: «l’insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore. Lo sport può essere praticato singolarmente o in gruppo (sport di squadra), senza fini competitivi o gareggiando contro altri sportivi. In quest’ultimo caso si parla di agonismo sportivo.» [da Wikipedia – enciclopedia libera]

La sportivizzazione moderna di alcune arti marziali ha però mutato il significato tradizionale delle stesse, ovvero quelle arti che pur rimanendo tali sono state adattate alle esigenze sportive, quindi prevedono confronti agonistici (tipici dello sport) dettati da regole di punteggio e comportamentali. Tra le più famose arti marziali “sportivizzate” va citato lo Judo, il Taekwondo e la lotta greco-romana (sport olimpici), oltre al celebre Karate, il Sanda, il Sumo, il Kendo e lo Ju-Jutsu, che nessuno impedisce di praticare come arti marziali nella loro purezza (in poche scuole avviene così), però di certo molto è cambiato da quando è stato introdotto l’aspetto competitivo.

2. NON è uno sport da combattimento!

In questa categoria vi sono tutti gli sport che presuppongono un confronto, a volte duro e feroce, tra due persone (dette appunto “combattenti”), con conseguenze spesso dannose per l’avversario, tramite tecniche spettacolari ma soprattutto efficaci. In genere vi sono poche regole,  quelle essenziali, ma lo scopo è indubbiamente legato alla spettacolo degli incontri e dell’evento organizzato attorno ad essi. Vengono annoverate tra questi sport: boxe o pugilato, savate, free fight, vale tudo, jeet-kune-do (JKD), submission, muay thai o thai-boxe, kick-boxing, full-contact, mixed martial arts (MMA), ecc.

3. NON è un metodo di difesa personale!

Le arti marziali, pur insegnandolo implicitamente, non vanno classificate come un metodo di difesa personale o autodifesa, esistono scuole che studiano tecniche specifiche di tipo militare e/o legate a ragioni di sicurezza, come ad esempio il Krav Maga (metodo israeliano) o altre tipo quella russa (Systema), quelle di antiaggressione (Kombat americano adattato in Italia come metodo DifesaDonna®).

Esistono altresì scuole che cercano di sintetizzare tecnicamente varie arti marziali orientali (ad esempio il Metodo Globale di Autodifesa promosso dalla FIJLKAM che racchiude elementi di Judo, Aikido e Karate), ma il fine ultimo non è quello di imparare a difendersi!

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