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4. Come ci si veste per la pratica di un’arte marziale?

Molti credono che il kimono sia l’uniforme utilizzata nella pratica delle arti marziali giapponesi, dovuto spesso all’errata credenza diffusa nei film del genere, in realtà si usa il termine keikogi per identificare l’abbigliamento per la pratica delle discipline marziali. Il kimono viene generalmente abbinato a delle calzature tradizionali giapponesi, specialmente ai sandali geta e zoori (simili alle infradito) e a dei calzini che dividono l’alluce dalle altre dita chiamati tabi.

Per le arti marziali si indossa quindi un keikogi (uniforme d’allenamento, generalmente bianca) che prende una diversa accezione secondo l’arte praticata. Di seguito un glossario dei termini relativi all’abbigliamento marziale:

  • cintura = OBI
  • abito di Aikido/Budo = BUDOGI
  • abito di Judo = JUDOGI
  • abito di Karate-do = KARATEGI
  • abito (parte superiore) di Iaido = KEIKOGI
  • abito (parte superiore) di Kendo = KENDOGI
  • abito (parte inferiore) per Aikido (cinture nere), Iaido, Kendo e Kyudo = HAKAMA

Da evidenziare l’utilizzo dell’hakama, una speciale gonna-pantalone generalmente blu, marrone, nera o bianca, simbolo della tradizione dei samurai. In origine l’hakama era indossato come ulteriore capo d’abbigliamento per proteggere le gambe del Samurai a cavallo da cespugli, erbacce, ecc. (simile alle protezioni di cuoio usate dai cowboys). In Giappone, poiché la pelle era difficile da reperire, venne sostituita da stoffa pesante. Dopo il passaggio dei Samurai da soldati a cavallo a fanteria, continuarono a portare l’hakama, soprattutto come fattore di distinzione dato che li rendeva facilmente identificabili. L’hakama ha sette pieghe, cinque davanti e due dietro, che hanno il seguente significato:

  1. Yuki (coraggio, valore)
  2. Jin (umanità, benevolenza)
  3. Gi (giustizia, correttezza, integrità)
  4. Rei (etichetta, cortesia)
  5. Makoto (sincerità, onestà)
  6. Chugi (fedeltà, devozione)
  7. Meiyo (onore, dignità)
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