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Karate-do

– benefici della via della mano vuota
– esperienze di karateka sul tatami
– 20 precetti del M° Gichin Funakoshi
– regole di etichetta del “Dojo Kun”

Karate-do: 10 elementi del kata (8)

10 elementi del kataOggi è il turno del “kiai”, l’ottavo di 10 elementi del kata di Karate-do.

Il significato della parola Kiai è “armonia/unione del soffio/energia vitale”, traducendo dal giapponese KI (soffio o energia vitale) e AI (contrazione del verbo “awazu” = unione-armonia). Il Kiai , nella tradizione delle scuole marziali giapponesi, è esteriormente visto, o meglio sentito, come l’urlo del praticante nel momento culmine di un kata e in genere nella simulazione tecnica di un contrattacco.

Personalmente ritengo alquanto riduttiva questa considerazione, in quanto il “Kiai” per me esprime la massima interiorità della tecnica che si esegue, una potente espirazione che si libera partendo dall’hara (zona addominale del dan-tien inferiore) e fuoriesce dalla bocca.

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Karate-do: 10 elementi del kata (7)

10 elementi del kataTra i 10 elementi del kata letti sino ad oggi qual è il più importante?

Quando chiedevo ai miei allievi di karate, in particolare agli adulti, “cos’è un Kata?”, spesso mi rispondevano “una forma, un insieme di movimenti codificati”.

Da un certo punto di vista la definizione è esatta ma con la pratica assidua e consapevole dei kata ci si accorge che questi rappresentano molto di più.

In essi, infatti, sono contenute le esperienze di combattimento dei precedenti maestri che li hanno formati proprio in base alle loro esperienze sul campo di battaglia.

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Karate-do: 10 elementi del kata (6)

10 elementi del kataOggi ti parlo del “kokyu”, un aspetto che mi sta molto a cuore non solo nelle arti del Budo, ma nella vita in generale. Questo sesto di 10 elementi del kata è basato sull’arte del respirare.

Ko significa espirare, Kyu significa inspirare. Come ben sai tutti gli esseri viventi incanalano ossigeno ed espellono anidride carbonica. Quest’azione si chiama semplicemente respirazione, nella cultura giapponese detta “kokyu”.

Il buon karateka deve acquisire pieno controllo di questo sesto elemento, che dev’essere lento, lungo, profondo e naturale.

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Karate-do: 10 elementi del kata (5)

10 elementi del kataIl quinto di 10 elementi del kata, nello studio specifico del Karate-do, riguarda la concentrazione (“tai no shin shoku”).

La concentrazione a mio avviso è una vera e propria arte. Alcuni ce l’hanno innata e non faticano assolutamente a trovarla, altre persone, invece, faticano molto e si devono allenare. Io appartengo alla seconda categoria… e mi sono dovuto rimboccare le maniche!

Tutti possono imparare a concentrarsi meglio grazie a esercizi specifici e tanta, tanta ripetizione.

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Karate-do: 10 elementi del kata (4)

10 elementi del kataIn questo quarto appuntamento sui 10 elementi del kata parliamo di velocità. Sebbene nel “waza no kankyu” ci si riferisca alla velocità di ogni spostamento e ogni tecnica (appunto “waza”), ritengo sia doveroso fare una parentesi sulla velocità di apprendimento dei kata stessi.

Per lo studio dei kata, sin dagli albori del moderno Karate-do promosso dal celebre Gichin Funakoshi, veniva adottata la formula “hito kata sannen” (un kata in tre anni): vale a dire, a quei tempi, che si necessitava di ben tre anni per apprendere un singolo kata, al punto che, persino un esperto praticante di Karate, conosceva non più di tre – cinque forme codificate. Si riteneva, inoltre, che una conoscenza superficiale di molti Kata fosse poco utile.

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