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Kodokan Judo – estratto dal libro

Questo libro, scritto dall’ideatore del Kodokan Judo, rappresenta la più completa e autorevole guida sul judo mai stata pubblicata.

Nel Giappone di fine Ottocento, Jigoro Kano era un esperto di scherma e di combattimento a mani nude. Non riuscendo a trovare un principio di fondo nelle arti marziali tradizionali, decise di creare un nuovo stile che rispecchiasse il concetto di massima efficacia nell’impiego della propria energia psicofisica.

Le tecniche e i concetti del judo, raccolti in questo libro, sono quelli che vengono attualmente insegnati presso il Kodokan, e sono pressoché identici a quelli originariamente ideati da Jigoro Kano, diversamente dalla stragrande maggioranza dei dojo mondiali in cui si pratica prettamente a scopo agonistico.

Il Judo, così come noi lo conosciamo, è l’evoluzione di una tecnica di combattimento più antica: il Jujitsu. Il Jujitsu aveva numerose scuole che si distinguevano tra di loro per i metodi di combattimento. In sostanza questa disciplina era un’arte di attacco e difesa spesso senza l’uso delle armi contro uno o più avversari, armati e non armati.

Cercare di datare la nascita del Jujitsu è molto difficile e i nomi con cui era identificato erano differenti:
Yawara, Taijutsu, Wajutzu, Torite, Kogusoku, Kempo, Hakuda, Kumiuchi.

La prima volta che appare su di un testo un riferimento al Jujitsu (la parola Yawara) si trova in un racconto riferito al Sumo, datato approssimativamente nella seconda metà dell’XI secolo. Le circostanze che contribuirono alla nascita del Jujitsu, sono sicuramente da ricercarsi nella necessità di difendersi senza l’uso delle armi e quindi sono sostanzialmente due i motivi che hanno portato alla creazione di questa tecnica:

  1. in presenza di dignitari i soldati dovevano presentarsi senza la spada lunga
  2. vigeva all’epoca una netta separazione tra le classi sociali e soprattutto tra la classe militare ed il popolo, a quest’ultima era infatti imposto il divieto di portare armi di alcun genere.

Così da questi fondamenti nasce la necessità di ricercare un buon sistema per difendersi a mani nude che porterà alla creazione e lo sviluppo del Jujitsu e di altre tecniche di combattimento.

La successiva evoluzione del Jujitsu da Jutsu, parola che può essere tradotta come metodo, arte o tecnica, in Do, parola che indica la via verso il risultato più spirituale che pratico, la dobbiamo ad un giovane studente di Tokyo, Jigoro Kano. Il professor Kano nacque nel 1860 vicino a Kobe, di fisico debole e troppo fiero per sottomettersi alla brutalità dei compagni più forti, sentì parlare del Jujitsu, metodo che serviva per combattere anche contro avversari più forti, così decise di apprendere tale tecnica. Incontrò diversi maestri che lo iniziarono al Jujitsu, e dopo alcuni anni di apprendimento, fondò una sua scuola chiamata Kodokan e cominciò ad insegnare il proprio metodo chiamato Judo. Kano allora aveva 23 anni. Dice Kano:

Studiai il Jujitsu non solo perchè lo trovavo interessante, ma anche perchè lo ritenevo il metodo più efficace per l’educazione sia del corpo che dello spirito. Per questo mi è venuta l’idea di diffonderlo ovunque. Ma era necessario cambiare il vecchio Jujitsu, per renderlo accessibile a tutti, perchè il vecchio stile non era immaginato per l’educazione fisica o morale… Perchè l’ho chiamato Judo invece che Jujitsu ? Quello che insegno non è solo jutsu, arte o pratica, ma è anche Do, via o principio.

In queste poche parole del professore Kano è spiegato chiaramente il principio che lo ha spinto a creare il Judo e la sua scuola il Kodokan. La definitiva supremazia sulle altre scuole di Jujitsu venne quando, sotto gli auspici del capo della polizia metropolitana, fu indetto un torneo tra le due scuole. Il Kodokan vinse tutti i combattimenti tranne due finiti in parità.

(Estratto dal libro “Kodokan judo”, edizioni Mediterranee)

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Stefano

Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente (poi chiusa nel 2018). Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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