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Maestrone o Minestrone… qual è la tua passione?

Sto attraversando un periodo particolarmente riflessivo, il cui tema principale, in ambito puramente marziale, è la MIA PASSIONE.

Ho passato momenti bui ai tempi del Karate, soprattutto nei primi due anni in cui più volte mi sono detto “ora mollo” ma ho resistito e sono corso verso la tanto ambita cintura nera.

Dopo poco tempo però mi son detto nuovamente: “ora mollo”. Ho resistito e sono diventato insegnante, 2° dan, vice presidente di una ASD fondata insieme ad altri amici e ho iniziato a fare l’agonista come si deve con discreti risultati grazie al Maestro Michele Averoldi.

Michele non è stato il mio Maestrone, anche se lo ritengo un vero Maestro oltreché amico non ha rappresentato per me quello che molti praticanti di arti marziali cercano lungo il loro “do”. Quella figura spesso un po’ esotica, magari nipponica, che ha raggiunto l’illuminazione marziale dopo decenni di insegnamento, pratica e profonda dedizione spesso a un’unica arte. No, io non ho mai cercato e probabilmente, proprio perché non lo cerco, non avrò mai il mio Maestrone.

Ai tempi del Karate ho toccato con mano la grande energia e talento del Maestro Nekoofar, facendogli persino da uke per un breve bunkai durante un suo stage (ero sempre in prima fila), così come ho apprezzato la vicinanza campioni del mondo tipo Vincenzo Figuccio o Sara Battaglia. Ho altresì avuto modo di allenarmi con figure molto note nell’ambito del Karate bresciano e italiano: da Franco Genocchio a Franco Gatti, da Roberto Armanelli a Santo Serena.

Non c’è che dire, un bel minestrone di Maestri, molto bravi e apprezzati da tutti, spesso seguiti con estrema passione e sacrificio dai loro allievi…. ma non da me. A un certo punto, chi dopo pochi mesi chi dopo alcuni anni, mi sono sentito troppo condizionato, troppo stretto tra le maglie di un unico insegnante, e ho iniziato a cercare altrove, persino cambiato disciplina.

Così conobbi Max Gandossi, all’inizio del 2006, per un’avventura e un’amicizia nata col Bushido Goshin-jutsu in Valganna e che continua tutt’ora con l’Aikido, fino a qualche anno fa anche con lo Iaido. Max è un buon Maestro e amico, per molti persino un Guru (insegna Yoga a livello professionale) e probabilmente per alcuni anche un Maestrone. Mi spiace ammetterlo, anche se conoscendolo so che non se la prenderà, però per me rappresenta “solo” un ottimo ingrediente del mio Minestrone di Maestri nelle arti marziali.

Io adoro il minestrone, ne stavo gustando uno anche ieri sera, poiché c’è dentro tutto: sapori diversi, profumi che si mescolano armoniosamente tra loro, un ricco piatto che mi disseta, che mi sazia… ma non del tutto. Lo paragono alla mia pratica marziale, di qualsiasi arte o stile, poiché non mi ha mai “riempito” fino in fondo, nonostante abbia mescolato armoniosamente tra loro diversi ingredienti/Maestri. Forse perché non ho trovato (o cercato?) il Maestrone cui dedicare il mio spirito marziale. Attualmente adoro l’Aikido ma ho capito che non è la mia più grande passione, o almeno non è l’unica. Il Budo è ciò che fa vibrare maggiormente le corde della mia anima e mi offre sempre nuovi spunti motivazionali per scrivere su questo blog… ma non ne sono ossessionato!

Di recente ho avuto alcuni tentennamenti persino sullo stile che insegno, il Tendoryu, non perché non mi piacesse, anzi credo sia quello che più si adatta al mio carattere e percorso: lo pratico e cerco di trasmetterlo con sempre più precisione e consapevolezza, con passione ma senza un’ossessionante dedizione. Non sprizzo entusiasmo da tutti i pori quando invito qualche grande Maestro, o quando ho l’occasione di partecipare – in Italia o all’estero – a uno dei rari seminari del Maestro Kenji Shimizu, fondatore del Tendoryu Aikido. Forse perché non ho ancora percepito (e forse non l’avrò mai questa sensazione, al contrario di molti miei conoscenti) l’importanza, la maestosità e la bellezza di uno degli ultimi uchi-deshi di O’Sensei. Un bel mattino, in Belgio, mi ha persino chiesto di fargli da uke per spiegarmi il nikyo… bello sì, invidiabile da molti praticanti probabilmente… ma a me non ha trasmesso nulla, se non una maggior comprensione della tecnica da eseguire. Sentivo una forte presenza, una grande centratura di corpo-mente-spirito ma francamente non mi era nuova, l’ho avvertita spesso, anche con persone che non praticano arti marziali.

Il ki o ch’i che dir si voglia, spesso lo sento forte a contatto con la Natura, con l’acqua, le montagne, le mie figlie, quando lavoro o quando scrivo, quando parlo o ascolto qualcuno… non solo col Maestrone che molti osserverebbero incantati persino quando si lava i denti…

[continua il 28 ottobre…]

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Stefano

Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente (poi chiusa nel 2018). Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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