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Minestrone o Maestrone… qual è la tua passione?

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Nella tradizione delle arti marziali, per capire il rapporto che s’instaura tra un allievo e il suo maestro è richiesta un’elevata sensibilità e una spiccata attitudine a gestire la pratica legata alla percezione. Kimuchi esprime il massimo livello della trasposizione di sentimenti positivi tra maestro e allievo, dove le sensazioni prendono il posto delle parole.

Arrivare a sentire e provare kimuchi è un traguardo per pochi. L’allievo, quando si iscrive a un corso di arti marziali non sa quasi nulla della pratica, di quello che sarà il rapporto con il Maestro (o Maestrone?)

Nel DNA di qualunque allievo esiste ovviamente la possibilità di arrivare al kimuchi e il primo giorno di certo non sa quanto potrà diventare importante per lui il maestro.

Il vero Maestro – e personalmente ho avuto la fortuna di conoscerne alcuni – segue tutti allo stesso modo, ed è sempre pronto oltre a trasmettere la disciplina a capire, ad assistere e aiutare anche fuori dal dojo. Per l’allievo il maestro diventa una figura determinante, rappresenta una sicurezza, come se avesse la soluzione a qualsiasi problema.

Il Maestro che fa capire di avere un grande amore per la disciplina e dimostra continuamente che i suoi allievi sono importanti, nella maggior parte dei casi crea un rapporto di Kimuchi senza rendersene conto. Per molti allievi potrebbe persino diventare un punto di riferimento anche fuori dal dojo, trasformandosi in un Maestro di vita.

Seikici Toguchi caposcuola del Karate Shoreikan in Okinawa scrisse:

I Giapponesi affermano che impiegare due anni per trovare il proprio maestro non significa sprecare il tempo. La scelta di una guida giusta é fondamentale per la comprensione del karate. Qualcuno asserisce che solo i giapponesi possono essere degli autentici maestri di questa disciplina, ma ciò é un’assurdità. Sarebbe come affermare che essendo il football nato in Inghilterra i migliori tecnici sono necessariamente gli inglesi, o che per divenire monaci zen o guru yoga é necessario essere nati in Giappone o in India.

Tutto ciò é sbagliato. L’esperienza  insegna che chiunque abbia percorso con lo spirito giusto la via delle arti marziali e maturato le conoscenze idonee, può diventare un maestro. L’avere gli occhi a mandorla o essere stato campione del mondo può aiutare sensibilmente, ma non basta. L’essere buoni maestri (e non semplici allenatori) é difficile costa molta fatica ed énegato alla maggioranza.

Il Maestro deve suscitare l’entusiasmo dei bambini, essere il loro compagno di giochi e nel contempo il fratello maggiore che dà consigli validi ed é ascoltato, ottenere la stima degli agonisti, combattere quando é necessario, saper reggere il loro ritmo di allenamento, perfezionare nuove tecniche per poterli superare, ottenere la fiducia indiscussa degli anziani, saper adattare continuamente la propria didattica alle necessità in continua evoluzione degli allievi più diversi, essere calmo, equilibrato, nutrire il massimo rispetto per qualsiasi altra disciplina che non sia la sua, seguire la via del karate non solo quando indossa il gi, ma soprattutto nella vita quotidiana; mai cessare di allenarsi indipendentemente dall’età, sforzarsi di progredire, sia nell’arte marziale scelta che in qualsiasi altra forma di conoscenza collaterale.

Ha perfettamente ragione il Maestro Toguchi e il mio pensiero si sposa col suo soprattutto quando afferma:

nutrire il massimo rispetto per qualsiasi altra disciplina che non sia la sua

Scusa se è poco ma io letteramente adoro nutrirmi non solo di Aikido e rispetto profondamente il Karate-do, Bugei, Iaido… per questo ogni tanto le pratico e tengo vivi i contatti con quei mondi marziali, che tanto diversi non sono, anzi! L’ Accademia Arti marziali Brescia è ciò che gradualmente mi sta dando maggiori spunti di crescita, di miglioramento a livello motivazionale, di quel vero senso di unione che nell’Aikido sembra purtroppo inafferrabile. Non voglio tediarti con l’ennesimo elogio a quanto di buono (anche se poche occasioni vi sono state) abbiamo fatto sinora. Voglio lasciarti con una piccola lezione di vita che ho imparato negli ultimi mesi, grazie all’ambito lavorativo.

Io non amo solamente fare arti marziali, ma adoro altresì leggere, scrivere, pensare, fare, imparare da chi incarna i principi del Budo e dell’energia vitale. Ogni persona per me è fonte di massimo rispetto, poiché mi riesce abbastanza naturale trovare fonte di nutrimento da tutte quelle persone che in questi anni mi hanno aiutato a diventare quel che sono oggi, compresi coloro che magari mi hanno mandato a quel paese dopo una discussione, o che mi invidiano… o a cui sto sui così detti! Mi spiace sinceramente per loro ma non serbo rancore, semmai le considero verdure insipide del mio minestrone… che la prossima volta probabilmente lascerò fuori dal piatto!

Maestrone o Minestrone… qual è la tua passione?

Meditaci per un attimo e magari scrivi ciò che pensi in un bel commento qui sotto.

Se preferisci rimanere nell’anonimato puoi scrivermi privatamente a mailto:stefano@budoblog.it sarei felice di sapere come la pensi e certamente potrei trarre nutrimento dalle tue parole ed esperienze. Te ne sarei davvero grato!

 

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Stefano

Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente (poi chiusa nel 2018). Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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