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Alla ricerca dell’equilibrio: dentro e fuori dal dojo (post 1)

equilibrio

Da oggi ti invito a seguirmi nel post che probabilmente diventerà il più lungo che io abbia mai scritto in questi 55 mesi di BudoBlog.

A inizio anno stavo pensando di regalarmi un ebook per i miei primi 40 anni su questa Terra, poi i crescenti impegni lavorativi, la lunga estate calda tra novità e discussioni, lunghe attese e riunioni, mi ha impedito di concentrarmi come si deve per la stesura dell’ebook.

Avevo in serbo qualcosa di originale, quasi romanzato, che si ispirasse ad alcune significative fasi della mia vita, associandole poi alle varie discipline intraprese, dal Karate all’Aikido, dallo Iaido al Bushido, poi mi sono accorto di non essere così ispirato. Così ho scelto, al di là delle circostanze che di certo non mi hanno condizionato ma solo rubato un po’ di energie, di abbandonare l’obiettivo strada facendo… Dopo neppure mezzo capitolo dei 4 previsti, ho mollato la tastiera e lasciato questo piccolo sogno nel cassetto, anzi in una cartella del mio Mac.

Dubito di volerlo riprendere a breve, però ci tengo a non sprecare ciò che di buono stavo lentamente concretizzando. Così eccomi qui, sulle pagine del mio blog preferito (spero anche il tuo!) per raccontarti qualcosa in più di me, con l’augurio che possa servirti un giorno o l’altro nella vita, magari sin da oggi. Credo si possa imparare molto dalle altrui esperienze, sia dentro sia fuori dal dojo, e sono fermamente convinto che anch’io avrei qualcosa da imparare da te che stai leggendo queste righe. Magari un giorno ci incontreremo sul tatami o per una birretta che non rifiuto mai, oppure potrai scrivermi un commento o una mail alla quale certamente ti risponderei, purché parli di te. L’esperienza – se condivisa – può regalare benefici inimmaginabili. Spero di dartene alcuni pure io.

Capitolo 1 – KARATE-DO

Correva l’anno 1994. Anno speciale, strano, sconvolgente… l’ho chiamato in vari modi ma a distanza di oltre vent’anni preferisco chiamarlo STRAORDINARIO! Forse tu lavoravi già, oppure dovevi ancora venire al mondo, o ancora, come me, eri nel bel mezzo dell’adolescenza e, pensando a quell’anno, ricordi come fosse ieri il profumo del gesso sulla lavagna, ricordi il timore di essere chiamato dal professore a quella terribile lavagna. Forse, come me, in un anno come il 1994 hai iniziato a costruire qualcosa nella tua vita, e non potrai mai scordare quel giorno in cui hai DECISO di progettare il tuo futuro, disegnandolo per poi mettere mattone dopo mattone e costruire il “tuo” posto nel mondo.

Ricordo nitidamente quella domenica di Maggio in cui il pilota brasiliano Ayrton Senna perse la vita. Così come ricordo quella sera d’inizio Luglio in cui Roberto Baggio mandò in aria l’ultimo pallone nella finale mondiale Brasile-Italia, mandando in aria il suo sogno e dei compagni. Il mio sogno iniziò invece un paio di mesi più tardi, quando iniziai timidamente il mio cammino nelle arti marziali giapponesi, iscrivendomi al corso di Karate organizzato a due passi da casa. Fu una bellissima sensazione, quando dopo alcune lezioni di prova, indossai il karategi di mio padre, praticante negli anni ’70. Anche se ero con la cintura bianca (l’obi che rappresenta il principiante) mi sentivo tutto fuorché un pivellino. Già mi vedevo con la cintura nera che avrei potuto sfoggiare di lì a pochi anni, se solo mi fossi impegnato come si deve.

La mia prima regola che imparai col Karate, e il Budo in generale di cui ai quei tempi ignoravo totalmente l’esistenza, è la COSTANZA. Senza la costanza la mia visione, il mio sogno di diventare cintura nera in pochi anni, sarebbe svanito ancor prima di essere iniziato. Poco prima della maggiore età incarnavo la timidezza e la paura di un agnellino ma cavoli, quando indossavo la veste bianca d’allenamento tipica delle arti marziali nipponiche (detta erroneamente “kimono”) mi sentivo un leone! Così, lezione dopo lezione, mese dopo mese, esame dopo esame, giunsi a un passo dal sostenere il famigerato e un po’ temuto passaggio da cintura marrone a cintura nera, in meno di 4 anni!!! La mia costanza e determinazione furono premiate dai Maestri che si sono alternati nell’insegnamento al sottoscritto, uno dei pochi adulti in mezzo a una ventina di bambini.

Se c’era una gara io ci andavo, anche se puntualmente le prendevo e venivo sconfitto al primo turno di Kumite (combattimento sportivo). Se c’era uno stage, quei rari consigliati dai miei Maestri di allora, io facevo l’impossibile per andarci e quando ottenni il grado marrone, gli allenamenti s’intensificarono notevolmente. Sacrifici al dojo e nel dopo-lavoro, poiché mi allenavo contemporaneamente anche in una squadra di calcio amatoriale, così pure il sabato lo dedicavo alla partita oltre a… qualche birra!

Tutto stava filando liscio come l’olio: avevo un lavoro, un ottimo gruppo di amici, una fidanzatina e un bel dojo in cui allenarmi in vista dell’esame di cintura nera, che non poteva far altro che accrescere il mio livello di sicurezza e autostima! Vedevo già il mio futuro roseo all’insegna del divertimento e del Karate e, anche se in parte me l’aspettavo (ma non così presto), un triste giorno di primavera (era il 1997) arrivò la cartolina per il servizio di leva, che mi spedì vicino alla capitale di lì a due mesi, proprio all’inizio dell’estate!

Non vedevo più un futuro con la ragazza di allora e ci lasciammo senza troppi ripensamenti: lei non voleva probabilmente aspettarmi ed io non ero così allettato dall’idea di far diventare seria una storia a distanza di centinaia di chilometri.Ho avuto un bellissimo sentore quell’anno, e ho seguito (come faccio di solito) il mio istinto: godermi un anno (o meglio dieci mesi) di vacanza prima di tornare al lavoro e alla vita vera. Vacanza per modo di dire, sono stati mesi impegnativi dal punto di vista fisico e mentale, però in quei mesi ho iniziato un aspetto molto importante che il Budo negli anni a venire ha consolidato nel mio carattere, nel mio dojo interiore:

LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO.

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Stefano

Nato e residente a Leno (BS) studio e pratico arti marziali dal 1994. Ho iniziato col Karate ma dopo aver insegnato per alcuni anni e ottenuto la cintura nera 3° dan ho dovuto abbandonare a causa di problemi fisici e non solo... Ho intrapreso la pratica dell'Aikido nel 2003 per stare meglio con il corpo e dopo aver superato l'esame di 2° dan ho avviato l'insegnamento nella Bushidokai ShinGiTai, associazione che ho fondato nel 2009 in qualità di Presidente (poi chiusa nel 2018). Ho insegnato Aikido Tendoryu fino al Dicembre 2017... poi ho iniziato Brazilian Jiu Jutsu, altra bellissima disciplina! Dopo aver ricevuto il 1° livello Reiki nel 2005 ho praticato Tai Chi, Iaido e meditazione (il non-metodo di Krishnamurti è il mio preferito), applicando con successo l'energia vitale in qualsiasi attività lavorativa e relazionale (sono felicemente sposato e padre di due splendide bambine). Ho scritto i libri "105 modi per conoscere l'Oriente" e "Budo Training - vol.1", oltre a una trilogia di ebook sul benessere con Bruno editore. Ho gestito BudoBlog da Aprile 2012 a Gennaio 2018.
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